30 Νοεμβρίου 2011

Appunti di onomastica greco-salentina (Ονοματολογικό Λεξικό των Ελληνοφώνων του Σαλέντο)



+ D. Mauro Cassoni
Estratto da: STUDI LINGUISTICI SALENTINI, Volume 17 (1989)
Ονοματολογικό Λεξικό των Ελληνοφώνων του Σαλέντο

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ASSOCIAZIONE LINGUISTICA SALENTINA, «ORONZO PARLANGELI», LECCE
+ D. Mauro Cassoni APPUNTI DI ONOMASTICA GRECO-SALENTTNA
0. Premessa del curatore (G.B. MANCARELLA).
Questi appunti di onomastica conservano, nell’ambito delle no­stre ricerche per il progettato DIZIONARIO ONOMASTICO SALENTINO, una sicura loro validità, sia dal punto di vista qualitativo, nella misura in cui forniscono una vasta tipologia onomastica, e sia dal punto di vista quantitativo, nella misura in cui ne documentano la circolarità in un’area socialmente unitaria: una validità che non può farci però dimenticare tempi e circostanze culturali, ispiratrici di questi stessi appunti.
Don Mauro Cassoni raccolse e, in parte, ordinò questi appunti intorno al 1928: nelle brevi note aggiunte ai repertori degli antropo­nimi e dei toponimi di Martano cita due volte il Battisti e una volta il Maccarone senza un esplicito rinvio bibliografico, mentre cita poi una volta il Rohlfs con riferimento a Greci autoctoni o grecità bizantina, con la quale pubblicazione del 1928 il Rohlfs risponde alle obiezioni fattegli precedentemente dai due studiosi italiani1. Una seconda spia in favore di questa probabile data di composizione degli appunti ci è fornita delle raccolte delle due sezioni degli antroponimi di Cori-gliano: la prima sezione indica come termini della ricerca gli anni 1672-1927, e la seconda indica come termini gli anni 1780-1927. Il fatto che nelle due sezioni compaia l’anno 1927 come limite della ricerca ci induce a ritenere che D. Mauro abbia utilizzato, come ultima fonte documentaria, i registri parrocchiali dell’anno corrente (per Castrignano, invece, i registri del 1931).
1 Riteniamo che i riferimenti bibliografici possano essere così integrati: N. MACCARONE, Romani e Romaici nell’Italia meridionale. Archivio Glottologico Italia­no 20, 1926 (Sez. Goidanich), pp. 72-96; C. BATTISTI, Appunti sulla storia e sulla diffusione dell’ellenismo nell’Italia meridionale. Revue de Linguistique Romane 3,1927, pp. 1-91; G. ROHLFS, Autoctone Griechen oder byzantinische Grazitat?, Revue de Lingusitique Romane 4,1928, pp. 118-200.
A distanza di tanto tempo alcuni motivi di polemica storica, che stanno alla base di questi appunti di onomastica greco-salentina, sembrano attenuati, e forse anche risolti in favore di una completa e antica romanizzazione del Salente Oggi, infatti, come risulta stori­camente improponibile la teoria di una convivenza di Greci e Latini nell’antico territorio messapico, col successivo assorbimento dell’e­lemento latino da parte dei Greci di Taranto, così risulta ugualmente improponibile linguisticamente la teoria di un dialetto salentino che rifletta condizioni recenti di una neoromanizzazione d’epoca nor­manna. La convivenza di Greci tarentini e Messapi nel Salento dovette cessare non più tardi del I secolo d.C., quando Roma non solo s’impose a Taranto, ma sconfisse anche definitivamente i Messapi: a partire da quel periodo dovette risultare più intensa la latinizzazione di tutto il Salento, se proprio da quel secolo incomincian
o a scarseg­giare le iscrizioni greche a Taranto, e quelle messapiche nel Salento e aumentano, invece, in tutto questo nostro territorio le iscrizioni latine.
La presenza bizantina nel Salento, per almeno cinque secoli, con tutto un complesso di implicazioni sociali, amministrative e religio­se, ha sicuramente inciso su tutta la nostra storia medievale, con evidenti risvolti nel costume, usi e tradizioni, istituzioni civili e monastiche, terminologia comune e settoriale. La ricerca onomasti­ca, oggi, s’inserisce nell’ampio progetto di analizzare quelle condi­zioni medievali per tentare di interpretare gli effetti di un incontro tra popolazioni diverse nel nostro Salento, allo stesso modo delle altre discipline storiche per l’origine di alcuni elementi del folklore locale, di particolari tradizioni orali, della stessa presenza del calogerato o della diffusione del rito greco. E’ stato così dimostrato da Paolo Stomeo che il 25% dei cognomi salentini si ritrova ancora attestato in Grecia (cfr. Cognomi greci nel Salento 1984, p. 11), a testimonianza, aggiungiamo noi, di una origine comune dei portatori di quegli stessi cognomi; molto prima era stato dimostrato da Oronzo Parlangeli che la sparizione di alcuni cognomi di origine greca si era accompagnata al graduale abbandono della lingua greca da parte delle antiche comunità ellenofone del Salento (cfr. Antroponomastica greca del Sa­lento 1949).
Nel nostro progetto di ricerca per il DIZIONARIO ONOMASTICO SALENTINO prevediamo lo spoglio di catasti, carte d’archivio e libri parrocchiali per tutta una serie di punti campione, in buona parte già esplorati con l’aiuto dei nostri laureandi2, e prevediamo anche lo
2 Per la zona ellenofona ricordo la tesi di ROSA PICO, Ricerche onomastiche nel catasto ondano di Castrignano dei Greci del XVlll secolo, Lecce, Fac. di Magistero a.a. 1975-76.
spoglio dei vari repertori onomastici raccolti dagli studiosi delle varie discipline: il presente contributo di D. Mauro, anche se pubbli­cato dopo tanto tempo, diventa l’immediato complemento del reper­torio del Parlangeli (1949), ed anche il diretto termine di riscontro con le nostre future esplorazioni d’archivio per tutto il territorio della Grecia salentina.
Il manoscritto di D. Mauro, che contiene diverse raccolte di canti e leggende in grico, si presenta con la seguente disposizione: 1) Martano, Onomastica, fogli 96-101; Paranòmata, foglio 101; topono­mastica, fogli 102-105; Terminologia pastorale, fogli 106-109. Tutti gli altri repertori onomastici sono raccolti su fogli aggiunti — e rifletto­no anche una scrittura meno curata — secondo il seguente ordine: Martignano, un foglio di toponimi; Castrignano dei Greci, un f oglio con antroponimi e un foglio con 9 toponimi urbani; Corigliano, quattro fogli con antroponimi e toponimi; Calimera, due fogli con antroponi­mi, toponimi e due fogli con brani in grico e una nota di folklore: La festa di S. Giovanni; Zollino, un foglio con toponimi; Borgagne, un foglio con antroponimi e toponimi. Nella nostra trascrizione abbia­mo rispettato la successione delle località come è suggerita dai fogli manoscritti, ma abbiamo generalizzato, per tutte le località, l’ordine alfabetico dei nomi già indicato, almeno in parte, dallo stesso Autore per Martano e Corigliano3.
Nella disposizione dei paragrafi della presente pubblicazione ci è sembrato opportuno mettere alla fine la Terminologia pastorale di Martano, per non spezzare l’unità ideale della ricerca onomastica prevista da D. Mauro Cassoni per tutta la Grecia salentina.
p. G.B. MANCARELLA
3 Dentro parentesi, con o senza punto interrogativo, ho segnato qualche forma dalla lettura incerta.
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1. MARTANO
«Il primo compito — scrive il prof. C. Battisti — che secondo l’esperienza porta a risultati più concreti, è lo studio dello sviluppo demografico delle rispettive zone fatto su basi onomastiche, valen­dosi dei registri parrocchiali dei battezzati e dei matrimoni, introdot­ti dal Concilio Tridentino e normalmente tenuti da ogni cura d’anime dal principio del Seicento in poi. Per quanto il cognome non sia una documentazone sicura di nazionalità, pure è evidente che lo spoglio coscenzioso di questi documenti deve portare ad una equa valuta­zione dell’entità dell’elemento romaico negli ultimi secoli e può illuminarci sul modo come avvenne il suo assorbimento da parte della popolazione italiana».
Questo compito coscenzioso noi lo abbiamo assoluto per Marta­no, consultando pazientemente i libri parrocchiali da 1595 a noi.
1.1. ANTROPONIMI. DAI REGISTRI PARROCCHIALI
A: Alò, Alòi; Ancora; Andranelli; Andrani; Andrichi; Andricio; Andriola; Andrizzi; Arcuai; Armiuda; Astore; Attolino; Azzarito.
B: Barrotta; Bischetti; Blasi; Braì; Bucrì; Bustazzo.
C: Cacoja; Caferino; Caforio; Cagliuli; Cala; Calabro; Calefati; Cali; Calò; Calòro; Campa; Canada; Candiota; Capasi; Capozza; Capsi, Cafsi; Cara; Caracuta; Cardia; Caràngelo; Carcagni; Corra; Castelluzzo; Causo; Cheitù; Chiriatti; Chiribino; Coca; Còccioli; Cocciàio; Coculone; Coglia; Colàvero; Colagiorgio; Coluccia; Conaci; Conduci; Copa; Corachino, Curachino; Coraci; Coracioso; Coràido; Corali; Cordaro; Cariano; Cori­na; Corinti; Codiano; Cracoja; Cranozzo; Crestuchina; Crisàa; Cri-smondi; Crisostamo; Crusì; Cuoi; Cùceri; Cuci; Cucunài; Culapài; Culazzo; Curci; Curdo; Curico; Curuciato.
D: De Marco; Desìcio; De Simeis; Desmosi; Dia; Didimo; Dima; D’Oria.
E: Erini; Epista.
F: Fari; Earinga; Festini; Frittelli; Fulenò.
G: Gagliotta; Galasso; Gàlati; Gaminza; Garrapa; Gassòfala; Giannòccolo; Giannuzzi; Giocari; Gionì; Giurgola; Gréchio; Jannilli.
L: Lamentali; Lia; Licori; Lillo; Luceri; Luchi; Lucinto; Luperto.
M: Macili; Màcina; Macréo; Macrì; Macro; Màdaro; Màero; Màiro; Majuli; Malagita; Maniglio; Marciano; Màargiana; Margoléo, -a; Marco; Marià-sa; Marigno; Marra; Màstore; Matticci; Mazzosi, -ti; Maxiali; Méa; Mele; Melesi; Melocìa; Melàrio; Melopesa; Merico; Metrano; Mi; Miasa-le; Mico; Minuli; Mirto; Mìtia; Mitileo; Morra; Musarì; Musorò, Mustà.
N: Nacca; Naso; Nittà; Nocco; Nomèa; Nuzzo; Nùzzuli.
O: Octolini; Ottino.
P: Pajano; Palano; Palimeni; Paméa; pantaleà; Pasca; Fasi; Passéa; Patera;
Pedosi; Penino; Peschiulli; Petrachi; Pianura; Pici; Pirla; Pìscopo, -a;
Pisi; Pitrì; Pizzoleò; Plentéda; Plentéra; Politella; Pòmbici; Pranzo;
Prette; Prinatti; Protopapa; Putì. R: Radano; Rèdo; Resd; Rò; Rodami; Rojo; Romèo; Runichi; Runizza. S: Sad (oocxX’ ‘sacco’); Saradno; Scardina; Scarpino; Scirra; Sciso;
Sciurti; Scordari; Sellitto; Smio, -a; Sisinni; Sòsero; Spicone; Stefanachi;
Stoméo; Stoméa; Stompo; Sugi; Surìano, -a. T: Tamblé; Termeni, -o; Tirsi; Tragonetti; Tremulizzo; Triannì; Troni;
Trudé; Turi. V: Vara; Vèneri; Vescio; Videa. Z: Za; Zachi; Zamingo, -a; Zamilli; Zapalà; Zigaro; Ziggari; Zito; Zompo.
1.2. PARANÒMATA. Soprannomi ‘ingiurie’
Proparossitoni: Annarréllena; Campànena; Chiàngena; Coccalùtena; Coppelònena; Curucàcciena; Etanàsena; Falàena; Linìddena; Lipunéd-dena; Màcena; Màcena; Maceràtena; Maresciàllena; Maéddena; Mòrge­na; Morìena; Marònchena; Palùmbena; Pavlòmena; Ponticàrena; Pùpe-na; Rosamarìena; Ròmbena; Sapùnena; Saracìnena; Scardìnena; Scorcìe-na; Scordàffena; Secùrena; Stabinéddena; Stéana; Sticchìera; Stòmbena; Trancàsciena; Cantàru (ultima forma aggiunta successivamente dall’Autore).
1.3. TOPONOMASTICA
Non c’è dubbio, scrive G. Rohlfs, che per la conoscenza delle antiche condizioni linguistiche della nostra regione, i risultati di una coscienziosa indagine toponomastica possono essere di grande im­portanza. Di questa opinione è anche il Maccarone (ed il Battisti), il quale alla fine del suo lavoro esprime addirittura il parere che gli studi futuri se vorranno pervenire a risultati decisivi intorno alla grecità del Mezzogiorno d’Italia, dovranno tener conto soprattutto dell’onomastica dell’Italia Meridionale.
Ma l’egregio professore di Tubinga, G. Rohlfs, sapientemente soggiunge che «conviene però non illudersi, poiché allo studio della Toponomastica sono imposti certi limiti. Dallo studio della Topono­mastica, soggiunge ancora, potremmo aspettarci dei risultati certi soltanto nei casi in cui gli antichi toponimi ci appaiono in forma integra.
Finché ciò non è possibile, bisogna procedere col massimo riser­bo» (Greci autodoni o grecità bizantina).
Ed è perciò che noi ci siamo astenuti di porre a fianco ai toponimi martanesi il corrispondente greco, rimandando al nostro Dizionario, per quelli che sono in forma integra.

A: Acropàmpana; A esse; Aglisìa; Aghiani (ampi se ambrò): Aghierài; Agrìode, -o, -u; Aladini; Alogna; Aloni, Alonài, Ampelài; Amungi; A pente; Apiddé; Armiti (ocpiiih ‘lenza, corda’).
B: Caratedde; Boccaja.
C: Cacchié; Cacorzo; Calumare; Calamarito; Calivacìa; Calù; Camazzudda; Càmbora; Compia; Campina (checci-mali); Cànfore; Cantoro; Capasa; Carase; Caridéa; Carrare; Carvonà; Càzzeri; Cerso; Checcia, Chianuddi; Chiòfeco; Chire (Xire); Chirìo; Ciponorco; Colica; Cònchiena; Copila; Cornei;Crabiali;Créa;Crondotixo (xo v ? p ó e’rande); Cuciorone;Colli­si; Cupa; Curunnuni; Cuturnì; Cùzzula, Cuzzusìa.
D: Dàttuli; Crixi.
F: Daffitusa; Foderò; Fraschìe; Fratsuddé; Fréa; Froata; Furmà; Fumaria.
G: Gozzi; Chério; Giùrli; Gonù; Grutta.
I: lordi; lori; luside.
L: Lama; Lammie; Lammiedde; Lapistrà; Laxanari (lacanàrion ‘piccolo erbuggio’, ‘cavoletto’); Licòrgano; Lùceri; Lumbrica; Lurìa; Lusci.
M: Macrì; Màlafro; Malandugnoto; Malazisi; Malepilo; Mancu; Mangia­ssi; Maramonte; Martignanò; Materatzi; Méa; Melina (n e Ài oc ‘frassino’); Melissi; Mierizisi; Milo; Mindela; Mindila; Minori; Misa-fanto; Misòganto; Modde; Moddizze; Modi; Mònaxi; Monechedde; Murgiu; Musàxi; Mustici.
O: Omàa; Onattamà.
P: Pateri; Placuso; Plàghie; Péchene; Persone; Pirazzi; Poddastro; Popi; Profico; Qualitedde.
S: Sabre; Sabre; Sadditta; Salitale; Salonoréa; Sambateddìa; Saria; Scinéo, -u; Seluceréa; Sinbbia; Sicesìde; Solari; Spiantoro; Spinna; Stacchia; Stavruddi; Stozza; Strenghìlé; Suge.
T: Tavro; Timpagna; Torricena; Traddài; Tripizì.
V: Vascio; Vettori; Vranito…..
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